I 4 principi dell’economia circolare

Scarti come risorse è il primo, che tradotto in termini a noi più comprensibili, vuol dire che i prodotti generati da cicli produttivi precedenti non dovrebbero essere considerati come rifiuti destinati alla discarica ma come nutrienti per nuovi cicli che possono dare vita a prodotti nuovi o rigenerati. In generale, questo significa che il giusto approccio consiste nel mantenere il valore delle cose il più a lungo possibile, dando loro una corretta manutenzione e riparazione e una seconda o terza vita, prima del riciclo dei materiali da destinare a una nuova produzione.

L’unione fa la forza è il secondo ed è legato al concetto di biodiversità, una caratteristica molto importante del mondo biologico. La varietà delle specie animali e vegetali che si rinnova continuamente è, infatti, alla base del principio dell’evoluzione e, dunque, della sopravvivenza degli organismi viventi. Le tante specie diverse non solo contribuiscono alla policromia del pianeta ma aumentano la resilienza dei sistemi. La diversità contribuisce a creare risorse in grado di fronteggiare le avversità in modi e tempi differenziati, che assicurano la sopravvivenza anche in caso di grandi eventi traumatici, come l’incendio di un bosco o, come sembra essere successo milioni di anni fa, la caduta di un meteorite. Nella tecnosfera che noi abitiamo, ciò suggerisce che i modelli di economia della condivisione all’interno di reti sono i più adatti a fronteggiare le crisi sistemiche, sempre più frequenti, attraverso la valorizzazione dei concetti di solidarietà, collaborazione, comunità.

Energie rinnovabili  è il terzo, legato all’utilizzo del sole come unica fonte di energia, che si rinnova continuamente e non genera scarti pericolosi ma semplicemente rientra in circolo nel sistema della vita, sotto forme diverse. Tra le energie rinnovabili oggi, oltre al sole, noi possiamo contare sull’aria, sull’acqua, sul calore della terra e sulle biomasse, cioè su risorse che si rigenerano naturalmente e che, quindi, non vanno a depauperare in modo definitivo le scorte del pianeta.

Pensiero sistemico è il quarto e ultimo principio, che si lega al concetto di interdipendenza, un fenomeno vitale per gli organismi viventi, nei quali la legge che regola il funzionamento è di tipo olistico perché il risultato finale è sempre maggiore della somma delle parti. Ciò significa che le unità coinvolte sono interconnesse e l’azione che influenza una di esse si ripercuote inevitabilmente su tutte le altre. Oggi parliamo di invenzioni come reti intelligenti, Internet delle cose e approccio sistemico ma, in fondo, è ciò che accade continuamente sotto i nostri occhi da migliaia di anni: il miracolo della vita. Il mondo oggi appare sempre più assimilabile a un organismo vivente piuttosto che a una macchina perfetta.

Tratto da “Aborigeni mezzadri – Storie di economia circolare”

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